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DALL’ILLUSIONE ALLA DISILLUSIONE

“I Greci raccontavano che originariamente l’uomo era sferico e che Zeus per punirlo delle sue malefatte lo aveva spaccato a metà. Le due metà vagano per il mondo e si cercano. La nostalgia le spinge a cercare ancora e ancora, e quando si trovano quella sfera vuole tornare unita. Questa storia ha del vero, ma non è sufficiente. Quando le due metà si incontrano di nuovo, hanno vissuto le loro vite fino a quel momento. Non sono uguali a come si erano lasciate. I loro lembi non coincidono più. Hanno difetti, debolezze, ferite. Non basta che si incontrino di nuovo e si riconoscano. Adesso devono anche scegliersi, perché le due metà non combaciano più perfettamente, ma solo l’amore porta ad accettare gli spigoli che non combaciano e solo l’abbraccio li smussa, anche se fa male” (da “Bianca come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia).

Quanto più si proviene da esperienze affettive infantili insoddisfacenti, tanto più può accadere di accostarsi all’altro con delle aspettative irrealistiche; l’incontro amoroso diventa una sorta di incantesimo in cui una zucca appare come una scintillante carrozza e dei topolini prendono la forma di purosangue.

Sembra di aver incontrato l’anima gemella, la persona che corrisponde completamente ai propri bisogni, l’altra metà della mela, la persona che curerà le ferite più profonde e antiche. All’improvviso l’incantesimo finisce, la carrozza si rivela essere una semplice zucca, i purosangue ridiventano spelacchiati topolini. La coppia passa dall’illusione alla delusione. Ci si sente ingannati, truffati, defraudati di un sogno. L’Altro diventa da “principe azzurro” un persecutore, un concentrato di imperfezioni. La coppia un coacervo di rancore, rammarico e tristezza.

La terapia di coppia può aiutare a passare da un primo contratto, basato sull’illusione, ad un secondo contratto, in cui l’altro viene visto in modo più realistico. Questo processo prende il nome di “disillusione”.

LA GIUSTA DISTANZA

C’è un famoso verso di Catullo che illustra la difficoltà del trovare la giusta distanza nelle relazioni. Esso recita: “Né con te, né senza te”.

Nella sua semplicità, descrive bene la situazione di chi non trova appagamento né da solo, né nella relazione con il partner. Da solo si sente vuoto, non amabile, abbandonato e inutile; quando è in relazione, si sente invaso, soffocato, annoiato, costretto. A volte l’incontro con l’altro delude e non consente di dare un soddisfacimento ai propri bisogni più profondi.

Si viene così a creare un disperante tira e molla per cui ci si avvicina per poi allontanarsi, come i porcospini della nota favola di Schopenhauer:

In una fredda giornata d’inverno alcuni porcospini si rifugiano in una grotta e per proteggersi dal freddo si stringono vicini.

Ben presto però sentono le spine reciproche e il dolore li costringe ad allontanarsi l’uno dall’altra.

Quando poi il bisogno di riscaldarsi li porta di nuovo ad avvicinarsi si pungono di nuovo.

Ripetono più volte questi tentativi, sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non trovano quella moderata distanza reciproca che rappresenta la migliore posizione, quella giusta distanza che consente loro di scaldarsi e nello stesso tempo di non farsi del male reciprocamente.

Quando ci si trova in questa situazione, vuol dire che non si è compiuto il processo di individuazione-separazione dall’altro e si ha difficoltà a gestire i propri confini.

Anche in questo caso, la psicoterapia costituisce un valido aiuto per rafforzare la propria individualità, in modo da poter avere un rapporto con l’altro più appagante. Non è infatti possibile ascoltare, amare e rispettare l’altro, se non si è capaci di ascoltare, amare e rispettare se stessi.

LA COPPIA E IL DESIDERIO

La terapia di coppia aiuta a ritrovare se stessi all’interno della coppia, individuandosi come soggetti di desiderio, a partire dalla storia della propria famiglia d’origine e riattivando l’appartenenza a essa; aiuta i membri della coppia a prendere contatto con i propri desideri e a trovare, creativamente, un modo per rispondere al desiderio dell’altro.

In terapia di coppia, si lavora perché il desiderio di ognuno, il più intimo e inesprimibile, motore di una buona intesa di coppia, non vada perso e dia senso e significato allo stare insieme al partner.