“Era metà pomeriggio e Nuccia, la signora del secondo piano, preparava la cena davanti al suo sceneggiato TV. Malgrado fosse la replica di un episodio già visto, le voci familiari dei personaggi le facevano compagnia. Sperava che i figli tornassero presto dalla spiaggia, distogliendola dalla noia. Da quando anche il marito era andato in pensione, dopo quarant’anni al provveditorato degli studi della città, si muoveva per casa come un animale in gabbia rendendole per la prima volta ingrato il ruolo di casalinga. Mentre pensava tutto questo, alzò lo sguardo dalla grossa ciotola in cui mescolava l’insalata di riso, facendolo rimbalzare dal televisore venti pollici appoggiato sulla credenza all’orologio appeso poco sopra ma più verso sinistra, quasi a metà strada dalla porta finestra che dava sul balcone, quando vide cadere un sacco nero dall’alto”
Il sacco nero è il corpo della protagonista, la quale tenta il suicidio all’età di 32 anni, quattro mesi dopo aver partorito la sua prima e unica figlia.
“Svegliami a mezzanotte” è il toccante racconto autobiografico di una donna affetta da bipolarismo che lotta con coraggio contro il suo disagio psichico, che si declina principalmente in un rapporto compromesso con la realtà. Il romanzo di Marino è un utile strumento anche per gli addetti ai lavori, in quanto può essere considerato nel suo insieme una bibliografia/filmografia ragionata sul tema del bipolarismo, dei disturbi dell’umore, del suicidio e un “caso clinico” descritto con lucido sguardo.