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Psicoterapia individuale

In seguito alla fase di consulenza, può essere valutata l’opportunità di iniziare un percorso psicoterapeutico. Questo è un valido aiuto per la conoscenza di se stessi, la riscoperta delle proprie potenzialità e la risoluzione di eventuali problematiche.

Lo psicoterapeuta aiuta il paziente a esplorare se stesso, i suoi meccanismi e processi, l’idea che egli ha di se stesso, degli altri e del mondo; ad affrontare anche le parti di sé che non ama, e – con un opportuno lavoro di elaborazione – ad accettarle e/o modificarle se percepite eccessivamente disfunzionali.
Usando una metafora: è come un gondoliere che porta a spasso il passeggero tra i canali e i rii della sua “Venezia interna”: ce ne sono alcuni ampi, illuminati, splendenti, sormontati da palazzi opulenti; altri rii sono scuri, melmosi, maleodoranti e portano a punti inaccessibili, destinati a poter essere soltanto visti da lontano o immaginati; la gondola può immergersi in canali su cui ogni tanto si aprono cavane profonde e buie, che destano nel passeggero una domanda: che fare, entrare o no? L’insieme di queste parti costituisce il paesaggio interiore di ognuno di noi. Parti percepite belle, che ci piace esibire all’esterno, che usiamo come biglietto da visita per sedurre e piacere (il Canal Grande o Piazza San Marco) e parti percepite come meno gradevoli che tendiamo a tenere nascoste (le “corti sconte”), a volte anche a noi stessi, ma che sarebbe opportuno integrare nella rappresentazione interna di noi stessi (in quanto più le disconosciamo più sono libere di agire senza controllo).
Mentre girovaghiamo tra i canali, costruiamo con l’aiuto del terapeuta che ci offre le sue ipotesi una mappa dei nostri luoghi interiori. Più è dettagliata, più ci conosciamo meglio e riusciamo a gestire e controllare le nostre parti problematiche, i punti critici, quelli che sollecitati fanno male.
La psicoterapia è dunque un processo esplorativo che il paziente fa su se stesso, un lavoro di ricerca con una “guida” che gli è vicino e lo sostiene, senza giudicarlo ma anzi stimolando la curiosità di conoscersi sempre di più, in un processo in cui sostanzialmente il paziente fa i conti con se stesso e viene sollecitato a esplorare i diversi aspetti infelici e dolorosi della sua vita, a prendere in esame il modo in cui intreccia relazioni con persone significative della sua vita attuale (compresa la relazione col terapeuta!) e a prendere coscienza delle aspettative che ha nei confronti dei propri sentimenti, comportamenti e di quelli delle altre persone. Il ruolo del terapeuta è stato paragonato da John Bowlby, psicoterapeuta infantile, a quello di una madre che fornisce al bambino una base sicura da cui esplorare.